Makaya McCraven: In the Moment (2015)

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Esplorazione e improvvisazione, ecco le due coordinate lungo cui si muove questo bel disco firmato dal batterista e produttore Makaya McCraven, un album che somiglia a un progetto che somiglia alla fotografia, in parte a fuoco e in parte no, di lunghe serate passate a improvvisare sul palco del Bedford di Chicago, un locale ispirato agli spazi d’acciaio di un caveau e nel quale McCraven è stato assoldato come ospite fisso nel 2013.

Una sorta di resident band aperta e liquida, la sua, o meglio un collettivo formato da pochi di altri musicisti—Matt Ulery al basso e Marquis Hill alla tromba—ai quali si aggiungono Junius Paul al basso e contrabbasso, Justefan al vibrafono, Jeff Parker alla chitarra, Joshua Abrams al contrabbasso, De’Sean Jones e Tony Barba al sax, per dare vita a 19 improvvisazioni raccolte grazie alle registrazioni avvenute nel corso di poco meno di una trentina di serate. Dodici microfoni panoramici sono stati posizionati da Dave Vettraino, l’uomo della Public House Sound Recordings, attorno alla scena del lounge bar mentre la neonata formazione iniziava a improvvisare.

Da quelle 28 serate è nato In the Moment un distillato di 48 ore di musica completamente improvvisata, catturata mentre, sullo sfondo, si odono distintamente qua e là il chiacchiericcio di un pubblico numeroso e il tintinnio di bicchieri e posate. Un lavoro multiforme, in bilico fra passato e presente, e pervaso da un entusiasmante calore dovuto proprio alla dimensione “più live di un live” nel quale è stato realizzato, restituito nella sua totalità in uno dei dischi più freschi di quest’anno. Una riappropriazione e ripresentazione del jazz, del jazz dell’epoca aurea forse, non tanto nell’estetica quando nel performing.

Giri di basso e contrabbasso furiosi, loop, cantabili peregrinazioni di tromba, i passi delicati di un vibrafono. Musica che prende forma e cambia pelle a ogni stacco, imprevedibile fino a quando ogni nota non è suonata, e ogni sguardo sul palco sancisce aperture e chiusure. Elettronica e tradizione. Insomma, bellissimo.

Track Listing: Exploration Intro; The Jaunt; Slightest Right; First Thing First; Lonely; Gnawa; On the Spot; Butterscotch; TomTom; Three Fifths a Man; In the Moment; Quartz; Just Stay Right There; Untitled; Requests; Time Travel; The Encore; The Drop; Finances.

Personnel: Makaya McCraven: batteria, beats, loop, overdub; Matt Ulery: contrabbasso e basso elettrico; Marquis Hill: tromba; Junius Paul: contrabbasso e basso elettrico; Justefan: vibrafono; Jeff Parker: chitarra; Joshua Abrams: contrabbasso; De’Sean Jones: sassofono tenore; Tony Barba: sassofono tenore ed elettronica; Dave Vettraino: registrazione.

Record Label: International Anthem Recording Company

(da All About Jazz, novembre 2015)

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