Ernst Reijseger, Harmen Fraanje, Mola Sylla: Count Till Zen (2015)

Count Till Zen

Ascoltate questo album, perché è una delle più belle collezioni di brani pubblicate in questi ultimi cinque anni. Dei tanti modi in cui ci si potrebbe divertire tentando di definire nel modo più attuale il jazz (chissà poi perché e con che diritto) in Count Till Zen troverete ipostatizzata in dieci brani la definizione più estensiva e trasparente.

Niente sperimentalismi da avanguardia newyorkese, niente tempi frammentati, niente rielaborazioni cerebrali e talvolta un po’ algide. Qualcuno, anche a un primo ascolto, potrebbe pure obbiettare: bastano due musicisti jazz per parlare di un album jazz? Non lo sappiamo, forse non ci interessa neppure. Sappiamo però che Count Till Zen, seconda opera del trio composto da Ernst Reijseger, Harmen Fraanje e Mola Sylla – pubblicato sempre per Winter & Winter -è un’opera che si può definire, senza troppi giri di parole, semplice. Semplice ed essenziale, nella quale confluiscono tanto la lezione improvvisativa di matrice europea quanto l’Africa. Non solo la sua tradizione, ma la sua contemporaneità, la sua presenza europea e, in ultima analisi, la sua variante più cosmopolita. World music, direte voi, certo, ma di quella in cui l’ibridazione, per una volta, non somiglia a un’operazione calcolata e un po’ posticcia.

C’è un che di ambientale e atmosferico in Count Till Zen, uno spazio sonoro perfettamente visualizzabile non appena le note di “Perhaps” e “Bakou” si materializzano (il verbo non è casuale) in cuffia. Il suono è catturato in uno studio di registrazione di Ludwigsburg, con un solo microfono Josephsen c 700 s attorno al quale si sono disposti i tre musicisti, affiancati dal produttore Stefan Winter. Al centro c’è la grande voce di Sylla, senagalese ma cittadino di Amsterdam dal 1987, abituato a intrecciare la musica della sua terra d’origine con quella del Mali nella formazione Senemali. Sylla si accompagna con kongoma, xalam e percussioni. Ai lati Ernst Reijseger al violoncello e Harmen Fraanje al pianoforte.

Ciò che scaturisce da questo incontro è un album di raro splendore, un mondo nel quale è facilissimo perdersi e vagabondare a lungo, con ascolti ripetuti e stupefatti. Se la dimensione spirituale è esplicitata nel titolo dell’album, che fa riferimento diretto alla filosofia zen, il viaggio, il movimento, la peregrinazione sembrano affiorare impliciti nelle stesse identità fluttuanti dei tre musicisti.

L’Africa e l’Europa sono riferimenti geografici sul pentagramma e sulla mappa di viaggio. È a metà strada fra i due continenti che troviamo il segno più netto tracciato da questo imperdibile e anarchico trio di musicisti.

Track Listing: Perhaps; Bakou; Badola; Count till Zen; Out of the Wilderness; Headstream; Debenti; Falémé; E Konkon; Friuli.

Personnel: Ernst Reijseger: violoncello; Harmen Fraanje: pianoforte; Mola Sylla: voce, kongoma, xalam, percussioni.

Record Label: Winter & Winter

(da All About Jazz, 2015)

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...