Brooklyn, Brooklyn take me in

Per chi come me ama con una passione insana la Grande Mela, due fra gli innumerevoli siti dedicati alla città che non dorme mai. Il primo è un sorta d’esperimento: Walking Pictures, il Tumblr collegato al Walking Off the Big Apple, entrambi curati da Terry Tynes, artista, musicista, scrittrice freelance specializzata in cultura dell’immagine. Walking Pictures è la collezione (in tempo reale) delle foto che Terry scatta col suo iPhone camminando per la città: «I take pictures on the streets of New York with my iPhone and upload them here, many in real time», spiega senza troppe acrobazie.

Dalle affollate avenue ai grandi parchi, dai locali di Brooklyn alle vetrine del Village, di notte, di giorno, col sole, con la pioggia o sotto la neve. Non ci troverete grandi foto perché – proprio come per gli scatti di Auggie Wren, il tabaccaio di Smoke – non è quello il punto. Walking Pictures è un occhio ondivago sulla quotidianità newyorkese, talvolta capace di regalare scorci di poesia spicciola e inattesa. Anche da lontano.

Il secondo sito invece è una fonte inesauribile di storie dal passato, una risorsa irrinunciabile per chi ha perso la testa per i racconti su Five Points e la Bowery fra Ottocento inizi del Novecento. Insomma, per chi ha amato la New York criminale di  The Gangs of New York: An Informal History of the Underworld di Herbert Asburyil libro che ha ispirato l’omonimo film di Martin Scorsese e che in Italia è stato pubblicato da Garzanti. Si chiama Ephemeral New York e rispetto a Walking Pictures rappresenta l’esatto opposto. La città che cambia ogni giorno è qui attraversata e riattraversata lungo il solco (nascosto, dimenticato o semplicemente mai notato) del passato più o meno recente.

Chi immaginava, per esempio, che New York come Venezia avesse un proprio Ponte dei Sospiri? Possibile che negli anni Venti le acque del lago di Central Park fossero pattugliate da una canoa condotta da un indiano irochese? L’East River nasconde un tesoro sommerso? Sapevate che il Ponte di Brooklyn fu attraversato dagli elefanti? A Hell’s Kitchen è sempre meglio guardarsi le spalle dai Gophers? Chi sono gli uomini baffuti di Williamsburg? Facile perdersi in questo infinito archivio di storie e ricostruzioni, naturale proseguimento del precedente Wild New York, una risorsa dedicata agli spazi che nella Grande Mela erano (e sono ancora oggi) abitati da piante e animali.

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