Massimo Altomare – “Outing” – Wing/Edel (2010)

Dischi come “Outing,” oltre che costituire una bella colonna sonora per il quotidiano, confermano le coordinate seguite da chi, oggi, in Italia, cerca qualcosa di più e di diverso dai quattro nomi che riescono a conciliare (non sempre) popolarità e qualità. Musica con qualcosa da dire. Ecco come si può raccontare il nuovo album in studio di Massimo Altomare, nome che rimanda—tanto per chi l’ha vissuto quanto per chi l’ha conosciuto sui booklet di CD ristampati—a un periodo mitico, quello della musica italiana anni Settanta, di cui Massimo scrisse capitoli significativi con il marchio ‘Loy & Altomare.’ Fra collaborazioni eccellenti che negli anni successivi diedero buoni frutti, come quella di fine anni Novanta con Stefano Bollani (che qui torna a suonare il pianoforte in tre brani), e una parabola artistica mai interrottasi ufficialmente ma permeata di esperienze di vita forti, come il lavoro teatrale compiuto coi giovani detenuti delle carceri di Firenze, Altomare torna a far sentire la sua musica con la forza che solo chi fa arte in modo onesto possiede.

“Outing” è un disco dai tanti sapori. Di fatto rientra a pieno titolo nella categoria della canzone d’autore, ma lo fa con una freschezza, una capacità di concicliare profumi ben assorbiti dalle precendenti incursioni nel mondo della new-wave e del jazz tout court che non si incontra facilmente. C’è tanta musica ma anche tanta vita nelle dieci canzoni che vedono Altomare, alla produzione artistica, affiancato da Lorenzo Piscopo. La vena da songwriter anni Settanta (la scuola è quella di James Taylor) rimane ma, così come è cambiato il mondo, cambiano anche le sonorità attorno alle canzoni. Outing delinea un universo di valori che è la chiave per leggere in filigrana il resto del disco. Baby Boomer è una corrosiva panoramica su brutture e distastri contemporaei di chi comunque non si stanca di aspettare «l’alba di un amore libero», ma si ascolta anche la bella cover gucciniana di E’ dall’amore che nasce l’uomo (il pezzo venne firmato da Maurizio Vandelli degl Equipe 84, che portarono il pezzo al successo, perché Guccini non era ancora iscritto alla Siae).

Altomare dà il meglio di se sulle piccole storie di tutti i giorni, quando narra d’amore e d’amicizia, temi cardine su cui si concentrano le ultime canzoni in scaletta, da Re di Vie AgitateScusa per le lacrime, senza tralasciare uno sguardo lucido e senza troppe malinconie a quel decennio convulso con Gato Lee, rivisitazione del concerto romano di Lou Reed finito fra lanci di lacrimogeni e scontri nel 1975 e l’omaggio alla Tigre di Cremona di Hey Mina. Commovente.

(da All About Jazz, aprile 2011)

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