Mark Moldre – “The Waiting Room” – Yellow Moon (2010)

Ci sono dischi che riescono a far collimare la sincerità della tradizione folk, le interferenze, i fruscii ereditati da forme rock più rumoriste, le lunghe note ripetute e dilatate del post-rock, e le liriche che si collocano nel filone di quella poetica – larga, disomogenea e variegata – della canzone autoriale. The Waiting Room, il nuovo album dell’australiano Mark Moldre, è un’opera che rispecchia pienamente la complessità della canzone rock virata al pop. In undici tracce le influenze sono innumerevoli. Dal Beck di Sea Change ai Coldplay e ai Beatles passando per Sparklehorse e Wilco.

Qui tutto suona malinconico, triste, bagnato da una pioggia sottile. Schietto grazie alla costante presenza di chitarre acustiche, ma anche sofisticato dalle bruciature di loop che compaiono qua e là, talvolta annebbiato da sonorità dilatate, The Waiting Room è un ottimo album in cui le chitarre dialogano spesso col pianoforte, dove una voce indolente cede il passo ad asperità roche quando l’elettricità prende il sopravvento, ricordando certi felici episodi di rock radiofonico (che non fa necessariamente rima con ‘banale’) di fine anni Novanta. La bontà delle canzoni, particolare di non poco conto, è corroborata da un gusto non comune negli arrangiamenti, ricchissimi di colori, fra wurlitzer, mellotron, lap steel, organi, violoncelli e percussioni di ogni tipo. La pulsione ondivaga è forse l’unico elemento che rischia di rendere poco coesa la scaletta di The Waiting Room: la varietà di stili a volte disorienta, spinge quasi a ipotizzare tre o più diversi progetti di album. Colpa o merito, forse, del momento di piena creatività artistica, di una strada precisa ancora da trovare, di un percorso da intraprendere con maggiore consapevolezza.

Ma questi sono appunti a margine di un lavoro apprezzabile, solido e con diverse gemme fra cui The Buzzing Of BeesThese Birds e una straordinaria Ferris Wheel, dove sembra di ascoltare 1979 degli Smashing Pumpkins in cui irrompe un Ryan Adams alticcio ed elettrico.

(da RootsHighway.it, dicembre 2010)

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