Noëlle Hampton – “Thin Line” – Noelle Hampton – (2009)

Thin Line di Noëlle Hampton è uno di quei dischi con alle spalle una storia piccola ma che vale la pena raccontare. Delicato e malinconico nella grafica, con un grande occhio in primo piano e una lacrima nera a rigare uno zigomo da fumetto, Thin Line è il naturale sbocco esistenziale di un’artista che – nel giro di pochi anni – ha conosciuto il profumo del successo commerciale per poi cadere in una cupa depressione da cui è uscita ancora volta grazie alla musica. Legata al rock di Tom Petty e Bob Dylan, ma profondamente influenzata dalla rinascita folk degli anni Novanta, Hampton all’alba del nuovo millennio ha visto recapitarsi una nomination ai California Music Awards insieme a Gwen Stefani, Aimee Mann e Tracy Chapman grazie al primo album, autoprodotto e intitolato Under These Skies. Dì lì in poi, sarebbe lecito supporre, una carriera tutta in crescendo.

E invece no, per la rocker di San Francisco opener di Dylan, Wilco e Chris Isaak nessuna occasione pare profilarsi all’orizzonte. Col marito André Moran abbandona la baia e si trasferisce ad Austin, dove attraversa un lungo periodo di depressione accarezzando più volte la scelta di abbandonare il mondo della musica in modo definitivo. Le occasioni, però, sono infinite ed è la volta di un altro tiro di dadi: un grande network televisivo chiede alla cantante di poter utilizzare una delle sue canzoni, mentre è il produttore Mark Hallman (già collaboratore di Carole King, Ani DiFranco ed Eliza Gilkyson) a convincerla a tornare in studio. Succede nel 2008, quando la bionda Noëlle si presenta con una decina di brani (inclusa una interpretazione di Love is Blindness degli U2) equamente divisi fra roots rock, folk elettrificato, con lievi tracce di alternative e una voce che qualche volta ammicca al blues.

Musica che parla della fragilità della vita, della morte e dell’amore ma pervasa – anche nei capitoli più intimi – di una fiera voglia di non mollare, ora facilmente collegabile al vissuto personale di Noëlle. Thin Line è un ottimo disco rock – vi partecipano tra gli altri Rick Richards (batteria, Ray Wylie Hubbard band), Michael Ramos (accordion) e Brian Standefer (violoncello, Alejandro Escovedo) – che piacerà agli amanti di voci femminili dalle parti della Sheryl Crow (Cold StringsWaiting Game) più intransigente e meno vicina al pop. Dieci canzoni che il lettore non fatica a leggere e rileggere con infiniti richiami, avanti e indietro nel tempo, alla grande tradizione musicale statunitense.

(da RootsHighway, 2010)

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