Joe Slomp – “New Move” – River Nile/Ala Bianca (2009)

«Music by fans for fans». Si potrebbe partire da qui, dalla firma-manifesto spesso presente nelle grafiche di gracchianti bootleg amorevolmente scippati dalla platea di qualche rock show, per descrivere la seconda prova in studio di Joe Slomp. Il cantante romano, che nel 2000 aveva dato alle stampe un primo album interamente a suo nome, Introducing Joe Slomp, un sentito omaggio alla musica con la quale Joe è nato e cresciuto, torna farsi sentire conNew Move, nuovo progetto in linea con lo spirito dell’antecedente pubblicazione.

Slomp è, prima ancora di un musicista che predilige la propria voce come strumento principale, un inguaribile fan della buona musica. Uno avviato alla chitarra con gli accordi di Crosby, Stills, Nash & Young, innamoratosi poi del jazz di Gerry Mulligan e Ray Charles ma col cuore sensibile alle sonorità rock della West Coast. Uno avvezzo a passare dalle raffinatezze dei Weather Report all’urgenza epica di Springsteen. Insomma, un tipo capace di ammettere candidamente: «Amo la musica con la quale sono cresciuto, più di quanto ami quella che scrivo».

Per questo nessun rossore deve averlo colto mentre imbastiva una tracklist che, per la seconda volta di fila, pesca nel repertorio altrui, dal mare magnum della migliore pop music mondiale (Red Hot Chili Peppers, Marvin Gaye, Beatles, The Style Council, Joe Jackson, Coldplay) senza dimenticare il primo amore, il jazz di John Coltrane. Un fan, dicevamo, nel senso più originale del termine: quello di “fanatic”. Lo ripetiamo, perchè ci vuole davvero una passionaccia (e probabilmente anche un’umiltà rara) per incidere un disco di cover in salsa jazz e decidere di confezionare il tutto con una copertina apertamente citazionista, un omaggio esplicito a Time Out, storica uscita datata 1959 e licenziata dal Dave Brubeck Quartet.

Se la biografia e le premesse ben dispongono, per usare una perifrasi, il contenuto del dischetto non lascia adito a dubbi sull’onestà e il valore dell’operazione. Slomp e i musicisti da cui è circondato, riuniti sotto il nome di New Move, reinterpretano con una voce originale e mai scontata tredici brani che suoneranno molto familiari anche al più distratto degli ascoltatori occasionali. Il pop e il rock sono il pretesto per fare jazz. E il jazz è a sua volta un pretesto per dichiarazioni d’amore al songwriting di autori immortali di ieri e di oggi.

Pochi orpelli: grande passione, ottimi musicisti e tanto amore per la vita vissuta che sta dietro a ogni brano, come in qualche modo pare sottolineare anche il giornalista musicale (e springsteeniano doc) Ermanno Labianca nelle note introduttive del CD.

Musica «by fans for fans» appunto. Ma che stile…

(da All About Jazz Italia, 2009)

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